È il dato su cui la maggior parte delle persone si concentra e, probabilmente, il più frainteso dell’intera scheda. Un numero come “THC 19–24%” sembra una specifica tecnica fissa, come i cavalli di un motore. Non lo è. Vale la pena spiegare cosa misura davvero, da dove viene e cosa se ne può e non se ne può concludere.
Cos’è esattamente quel numero
Il THC dichiarato è l’intervallo di contenuto di tetraidrocannabinolo che la banca attribuisce a una linea genetica, a partire dai suoi genitori e dal lavoro di selezione svolto su di essa nel corso di diverse generazioni.
Tre precisazioni importanti:
- Descrive la linea, non il seme. Non è una misurazione fatta sul lotto che acquisti.
- È un intervallo, non un valore. Quando una scheda dichiara 21–26%, sta dicendo che gli esemplari di quella linea si sono mossi storicamente all’interno di quella forbice.
- Non è una garanzia. È un’informazione di catalogo, utile per identificare e confrontare le varietà tra loro.
Perché è sempre un intervallo e mai una cifra esatta
All’interno della stessa varietà non esistono due esemplari identici. Ogni seme è un individuo con la propria combinazione genetica, e questo produce variazione tra fenotipi anche in linee molto stabilizzate.
A questo si aggiunge tutto ciò che non dipende dalla genetica. Il risultato finale varia con le condizioni, e quelle condizioni sfuggono al controllo di qualsiasi banca. Un intervallo onesto riflette questa realtà; una cifra esatta la nasconderebbe.
Per questo in Trikoma Seeds il dato appare sempre come intervallo ed è esplicitamente indicato come dato di catalogo. Quando una versione specifica non ha quel dato documentato, la scheda lo dice invece di copiare quello di un’altra versione.
Come confrontare due schede senza sbagliare
L’errore abituale è ordinare il catalogo in base al numero più alto. Così si ignora che gli intervalli si sovrappongono: una varietà che dichiara 21–26% e un’altra che dichiara 24–29% condividono buona parte della forbice. La differenza tra loro non è così netta come suggeriscono gli estremi.
Ha più senso leggere l’intervallo insieme al resto della scheda:
- Genotipo: la ripartizione indica/sativa della linea.
- Genetica d’origine: l’incrocio documentato da cui proviene.
- Fioritura: i giorni orientativi di quella fase.
- Aroma e sapore: il profilo descritto per la varietà.
Quattro esempi reali dal catalogo, per mostrare la varietà dei profili:
- Blueberry: 80% indica, THC dichiarato 19–24%, fioritura indoor di circa 60 giorni.
- AK-74: genotipo 40/60, THC dichiarato 24–29%, fioritura da 60 a 65 giorni.
- AK74 Fast: THC dichiarato 21–26%, fioritura da 53 a 57 giorni.
- Gorilla: Chem Sis × Sour Dubb, THC dichiarato 25–30%.
Il caso delle varietà CBD
Nelle varietà CBD il numero che conta non è uno, ma il rapporto tra due. Le nostre varietà CBD dichiarano un rapporto approssimativo di 1:1, cioè quantità simili di CBD e di THC.
Conviene insistere su questo punto, perché circola molta confusione: un rapporto 1:1 non significa “senza THC”. Lo spieghiamo nel dettaglio in questo articolo.
In sintesi
Il THC dichiarato serve a collocare una varietà all’interno del catalogo e a confrontarla con le sue vicine. Non serve a prevedere un risultato concreto, e qualsiasi banca che lo presenti come una cifra fissa e garantita sta semplificando qualcosa che semplice non è.
Informazioni legali
I semi di Trikoma Seeds sono venduti esclusivamente per collezionismo e conservazione genetica. I dati delle schede sono informazioni di catalogo per identificare e confrontare varietà, non una garanzia di risultato né un’indicazione d’uso. Non incoraggiamo la germinazione né alcuna attività non autorizzata. Consulta e rispetta la normativa del tuo paese.